08. Stefano Mancuso - Sonntag 3. März - 11:00 Uhr

€7.00

  • Sonntag 3. März - 11:00 Uhr - Odeon Theater
  • Evento bilingue/Zweisprachige Veranstaltung
  • Dolmetscherin: Ilse Kratochvil
  • Modera/ Moderation: Amedeo Staiano
  • Photo Credits: Agenzia Elastica

Fitopolis

(Laterza 2023)

Innerhalb weniger Jahrzehnte hat die Menschheit eine Revolution in ihren uralten Lebensgewohnheiten vollzogen. Ohne dass wir es merken, hat unsere Spezies, die bis vor kurzem noch mitten in der Natur lebte und jeden Winkel der Erde bewohnte, nur noch einen sehr kleinen Teil der Landmasse unseres Planeten bewohnt. Was ist geschehen? Von einer generalistischen Spezies, die überall leben konnte, haben wir uns innerhalb weniger Generationen in eine Spezies verwandelt, die nur noch in einer bestimmten ökologischen Nische leben kann: der Stadt. Eine Revolution, die nur mit dem Übergang von Jägern und Sammlern zu Bauern vergleichbar ist, der vor 12 000 Jahren stattgefunden hat. Es ist sicher, dass dieser Wandel im Hinblick auf den Zugang zu Ressourcen, die Effizienz, die Verteidigung und die Ausbreitung der Art von Vorteil ist. Ebenso sicher ist aber auch, dass sie uns einem schrecklichen Risiko aussetzt: Die Spezialisierung einer Art ist nur in einem stabilen Umfeld wirksam. Bei sich verändernden Umweltbedingungen wird sie gefährlich. Unser urbaner Erfolg erfordert einen kontinuierlichen und exponentiell wachsenden Fluss von Ressourcen und Energie, die jedoch nicht unbegrenzt zur Verfügung stehen. Darüber hinaus kann die globale Erwärmung, eine entscheidende Tatsache, die Umwelt unserer Städte dauerhaft verändern und genau jene fatale Mutation der Bedingungen darstellen, von der unser Überleben abhängt. Deshalb ist es unerlässlich geworden, die Natur in unseren Lebensraum zu holen.
Die Städte der Zukunft, ob neu gebaut oder renoviert, müssen zu Fitopolis werden, zu Orten, an denen das Verhältnis zwischen Pflanzen und Tieren dem harmonischen Verhältnis in der Natur angenähert wird. Es gibt nichts Wichtigeres für die Zukunft der Menschheit als dies.

 

Nel volgere di pochi decenni, l’umanità è andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. Senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della Terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Cosa è accaduto? Da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. È certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione è vantaggiosa. Ma è altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. Il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. Inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale può cambiare in maniera definitiva l’ambiente delle nostre città e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza. Ecco perché è diventato vitaleriportare la natura all’interno del nostro habitat.
Le città del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura. Non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell’umanità.

Stefano Mancuso, geboren 1965, ist Professor für Pflanzenkunde und einer der führenden Autoren des »Nature Writing«. Mancuso forscht und lehrt an der Universität Florenz, leitet das Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale. Mit zahlreichen wissenschaftlichen Publikationen gilt er international als der führende Pflanzenforscher. Sein Buch »Die Intelligenz der Pflanzen« stand monatelang auf der Bestsellerliste.  

Stefano Mancuso dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) dell’Università degli Studi di Firenze, dove è professore ordinario. È direttore scientifico della Fondazione per il Futuro delle Città, membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior e accademico emerito dell’Accademia dei Georgofili. Autore di numerosi libri, tradotti in oltre venti lingue, per Laterza ha pubblicato L’incredibile viaggio delle piante (2018), La Nazione delle Piante (2019) e La pianta del mondo (2020).


In dialogo con l'autore/ Im Gespräch mit dem Autor:

Amedeo Staiano ist experimenteller Hochenergie-Physiker. Studium der Physik an der Universität Turin, Promotion an der Ruprecht-Karls-Universität in Heidelberg, Forschungsdirektor des Nationalen Instituts für Kernphysik. Er hat an Experimenten in verschiedenen internationalen Physiklaboratorien gearbeitet: insbesondere bei DESY, Deutschland, und am CERN, wo er am CMS-Experiment arbeitete (demselben Experiment, für das Tonelli Sprecher war, das zur Entdeckung des Higgs-Bosons führte). Seit 2022 ist er wissenschaftlicher Attaché an der italienischen Botschaft in Wien. Parallel dazu hat Amedeo Staiano auch in Bereichen geforscht, die sich aus seiner Forschung ergeben, wie z. B. kulturelles Erbe, medizinische Physik und industrielle Anwendungen von Teilchenbeschleunigern. Er hat von 2009 bis 2016 die Turiner Abteilung des Nationalen Instituts für Kernphysik geleitet.

Amedeo Staiano è  fisico sperimentale delle alte energie. Si è laureato in Fisica a Torino e ha conseguito il dottorato presso l'Universita' di Heidelberg. Dirigente di Ricerca dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Amedeo Staiano ha lavorato in esperimenti in vari laboratori internazionali, ed in particolare a DESY, in Germania, e al CERN, dove ha lavorato nell'esperimento CMS, lo stesso esperimento di cui Guido Tonelli e' stato portavoce.  Dal 2022 è Addetto Scientifico presso l'Ambasciata Italiana di Vienna. In parallelo ha fatto anche attività di ricerca in ambiti con ricadute applicative delle sue ricerche, nei Beni Culturali, in Fisica Medica e in applicazioni per usi industriali di acceleratori di particelle. Dal 2009 al 2016 ha diretto la sezione di Torino dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

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